L'eccezionalità di questo luogo trascende il mero primato temporale. Al-Qarawiyyin rappresenta un crocevia di conoscenze dove, nel 1207 d.C., venne conferita la più antica laurea in medicina mai documentata, stabilendo precedenti accademici che avrebbero influenzato generazioni di studiosi. La dimensione più affascinante di questa storia risiede però nella sua genesi: l'università più antica del pianeta nacque dalla visione di una donna, fatto straordinario per quell'epoca storica.
Questo complesso monumentale accoglie circa 20.000 fedeli, costituendo l'edificio di culto musulmano più esteso del Nord Africa. La sua biblioteca custodisce gelosamente oltre 30.000 esemplari, includendo manoscritti rari e copie uniche che non esistono altrove.
Accompagnateci mentre sveliamo i misteri di Al-Qarawiyyin, esplorando le sue radici profonde, l'influenza esercitata sull'evoluzione dell'istruzione mondiale, la magnificenza della sua architettura e il ruolo che continua a rivestire nell'era contemporanea.
In Questo Articolo Parliamo di:
#1. Le origini della prima università al mondo
#2. Espansione accademica e contributi storici
#3. Architettura e patrimonio culturale
#4. Al-Qarawiyyin oggi: tra tradizione e modernità
#5. Conclusione
La genesi dell'Università al-Qarawiyyin affonda le sue radici in una narrazione che abbraccia oltre dodici secoli di storia. Comprendere questa straordinaria vicenda richiede un'esplorazione approfondita della figura che ne fu l'architetto, del contesto storico che ne favorì la nascita e dell'evoluzione che trasformò un semplice luogo di preghiera in un'istituzione educativa di portata mondiale.
Fatima bint Muhammad al-Fihriya al-Qurashiyya vide la luce intorno all'anno 800 d.C. nella vivace città di Kairouan, nell'odierna Tunisia. Conosciuta anche con l'appellativo di "Umm al-Banīn" (la madre dei figli), questa figura straordinaria era figlia di Muhammad al-Fihri, un facoltoso mercante arabo discendente dalla prestigiosa tribù Quraysh della Mecca. Ciò che distingueva Fatima dalle sue contemporanee era l'educazione eccezionale che aveva ricevuto: aveva approfondito il Fiqh (giurisprudenza islamica) e gli Hadith (insegnamenti del Profeta), acquisendo una preparazione intellettuale rara per una donna del suo tempo.
Il destino volle che, dopo la morte del padre, del fratello e del marito, Fatima ereditasse insieme alla sorella Maryam una considerevole fortuna. Piuttosto che dedicarsi ai piaceri della ricchezza, entrambe le sorelle scelsero una strada diversa: investire il loro patrimonio per servire la collettività.
L'alba del IX secolo segnò un momento di grande movimento per la famiglia al-Fihri, che abbandonò Kairouan per stabilirsi a Fes, dove esisteva già una fiorente comunità di emigranti nel quartiere occidentale della città. Fes attraversava allora un periodo di straordinaria espansione, emergendo come crocevia cosmopolita dove commercio, cultura e scambi intellettuali si intrecciavano in un dinamismo senza precedenti.
Fatima, animata dalla visione di creare uno spazio dedicato tanto al culto quanto all'apprendimento, individuò e acquisì un terreno strategicamente posizionato nel cuore urbano, nelle immediate vicinanze del Suq al-'Attarin, il celebre Mercato delle Spezie. La data scelta per dare inizio ai lavori non fu casuale: il primo giorno di Ramadan dell'anno 859, Fatima e sua sorella Maryam posarono simbolicamente le prime pietre di quella che sarebbe diventata un'istituzione educativa rivoluzionaria. L'edificio prese il nome di al-Qarawiyyin come omaggio alla città natale delle fondatrici.
Quello che nacque come luogo di raccoglimento spirituale si evolse rapidamente in un fulcro di istruzione religiosa e dibattito intellettuale. L'espansione del programma educativo procedette con ritmo incalzante, estendendosi ben oltre lo studio del Corano e della giurisprudenza islamica per abbracciare discipline diverse come scienze naturali, filosofia, astronomia, storia, musica, grammatica, logica, retorica, geografia e medicina.
La madrasa collegata alla moschea crebbe organicamente fino a diventare un'istituzione di prestigio internazionale, capace di attirare i più illustri studiosi del mondo islamico e, successivamente, anche dell'Europa medievale. Questa metamorfosi non rappresentò un caso fortuito: la documentazione storica rivela che Fatima aveva concepito fin dal principio il progetto come un grande centro di studio e diffusione della conoscenza.
L'evoluzione di Al-Qarawiyyin da modesto luogo di preghiera a epicentro della conoscenza mondiale costituisce una delle pagine più straordinarie nella cronaca dell'educazione umana.
L'ampiezza del curriculum medievale di al-Qarawiyyin stupisce ancora oggi gli studiosi. Oltre alle discipline religiose fondamentali come il Corano e la Fiqh (giurisprudenza islamica), gli studenti si immergevano nello studio di grammatica, retorica, logica, matematica, astronomia, chimica, storia, geografia e persino musica. Questa ricchezza disciplinare, eccezionale per i tempi, magnetizzava eruditi di diverse fedi e origini. L'università non confinava il sapere ai soli fedeli musulmani, aprendo invece le sue porte a studiosi di altre confessioni, forgiando così un laboratorio multiculturale che nutriva il fecondo intreccio di idee.
Un momento cruciale nella storia accademica mondiale si verificò proprio tra queste mura. Nel 1207 d.C. (603 del calendario islamico), il Dottor Abdellah Ben Saleh Al Koutami ottenne il titolo di "IJAZAH", termine che racchiude i significati di "permesso", "autorizzazione" o "licenza" per esercitare tanto la medicina quanto la veterinaria. Questo documento, riconosciuto come il più antico diploma medico mai registrato, potrebbe aver gettato le basi per il sistema europeo della Licentia docendi (il dottorato medievale), secondo le ricerche del professor Georges Makdisi e Alfred Guillaume.
La portata dell'influenza di al-Qarawiyyin sulla cultura europea medievale sfidò ogni barriera geografica. L'istituzione operò come un ponte intellettuale tra l'universo islamico e quello cristiano. Mentre l'Europa medievale vedeva scomparire o bandiva molte opere classiche, Fes le preservava, le studiava e le tramandava. Gli scienziati arabi e andalusi formati in questa università portarono nel continente europeo il sistema numerico arabo, i principi dell'algebra e della trigonometria, carte astronomiche di precisione straordinaria e i fondamenti della medicina moderna.
Una galassia di intelletti luminosi attraversò le aule di al-Qarawiyyin. Tra questi giganti del pensiero emergono Maimonide (1135-1204), filosofo e teologo ebreo; Muhammad al-Idrisi, cartografo le cui opere guidarono le esplorazioni rinascimentali europee; Ibn Khaldun (1332-1395), riconosciuto come uno dei pionieri della storiografia e sociologia; il filosofo, mistico e poeta Ibn Arabi (1165-1240); l'astronomo Nur al-Din al-Bitruji (Alpetragius); il filosofo Ibn Bajja (Avempace); e addirittura Gerberto d'Aurillac, futuro Papa Silvestro II. Questa constelazione di genialità attesta come al-Qarawiyyin abbia brillato per secoli quale stella polare nel firmamento intellettuale mondiale.
Le pietre di al-Qarawiyyin narrano una storia millenaria attraverso il linguaggio silenzioso dell'architettura. Ogni elemento strutturale testimonia secoli di evoluzione culturale e spirituale, rivelando la duplice natura di questo luogo straordinario: santuario di fede e tempio del sapere.
Le dimensioni originarie della moschea erano modeste: appena 30 metri di lunghezza, un cortile centrale e quattro navate oblique. La prima espansione significativa risale al 956, quando il califfo omayyade Abd al-Rahman III commissionò l'ampliamento del luogo di preghiera e la ricollocazione del minareto, forgiando quella caratteristica forma squadrata che sarebbe diventata archetipo per innumerevoli minareti nordafricani. Durante questo periodo si consolidò anche l'usanza che vedeva le altre moschee di Fès attendere il richiamo di al-Qarawiyyin prima di chiamare i fedeli alla preghiera.
La metamorfosi più grandiosa ebbe luogo nel 1135, sotto il regno del sultano almoravide Ali ibn Yusuf, che ampliò la struttura da 18 a 21 navate, espandendo la superficie complessiva oltre i 3.000 m². Secoli dopo, nel XVI secolo, la dinastia Sa'diana impreziosì ulteriormente il complesso con l'aggiunta di due patii alle estremità del cortile principale.
L'anno 1349 segna un momento cruciale nella storia culturale di al-Qarawiyyin: il sultano merinide Abu Inan Faris stabilì qui la biblioteca che, già nel 1613, raccoglieva la stupefacente cifra di 320.000 libri e manoscritti. Questa eccezionale raccolta magnetizzò studiosi da ogni angolo del mondo conosciuto, elevando Fès al rango di capitale intellettuale del Maghreb.
Oggi la biblioteca preserva oltre 30.000 esemplari di valore inestimabile, tra cui spicca una copia dell'al-Muwattaʾ di Malik ibn Anas vergata su delicata pergamena di gazzella, la Sīrat al-nabawiyya di Ibn Ishaq, e l'originale del Kitāb al-ʿibar di Ibn Khaldun. Il manoscritto più antico rimane un Corano del IX secolo, trascritto su pelle di cammello utilizzando l'antica e solenne grafia cufica.
L'austerità dell'esterno inganna il visitatore: varcata la soglia, si dispiega uno spettacolo di maestosità infinita, dominato da quella che viene poeticamente definita una "foresta di archi" bianchi che sembrano moltiplicarsi all'infinito. Lo stile andaluso regna supremo attraverso gli inconfondibili archi a ferro di cavallo e le cornici ornate con precisione geometrica, incorniciate da calligrafie cufiche di squisita eleganza.
Diversamente dalle sontuose moschee di Esfahan o Istanbul, al-Qarawiyyin mantiene una sobrietà che diventa essa stessa magnificenza: colonne e archi candidi, pavimenti ricoperti da semplici stuoie di canne anziché da sfarzosi tappeti. Questa scelta minimalista amplifica l'impatto delle nicchie finemente lavorate, del pulpito intarsiato e del cortile esterno, dove risplendono tegole multicolori, stucchi elaborati, intagli lignei e dipinti di rara bellezza.
L'Università al-Qarawiyyin continua a stupire per la sua straordinaria capacità di coniugare un patrimonio millenario con le esigenze dell'epoca contemporanea, mantenendo salda la sua identità mentre si adatta alle sfide del XXI secolo.
Attualmente l'università ospita 11 facoltà che abbracciano un ampio ventaglio di discipline: studi islamici, scienze umane, giurisprudenza, medicina, scienze, ingegneria, agricoltura, medicina veterinaria, gestione e commercio, architettura e tecnologia dell'informazione. Ciò che colpisce maggiormente è come l'insegnamento preservi rituali antichi: gli studenti continuano a disporsi in semicerchio attorno al docente, formando quelli che vengono definiti "ring". L'ammissione richiede ancora criteri rigorosi: i candidati devono dimostrare di aver memorizzato l'intero Corano e possedere una perfetta padronanza dell'arabo classico.
Una svolta epocale si verificò negli anni '40 con l'ammissione delle prime studentesse. Oggi questa apertura ha prodotto risultati notevoli: su circa 25.000 iscritti, le donne rappresentano il 60% della popolazione studentesca. L'università forma inoltre donne come murshidāt (guide religiose) che svolgono il loro ministero anche tra le comunità marocchine della diaspora. La dimensione internazionale si riflette nella presenza di circa il 7% di studenti provenienti da altri paesi.
Il prestigio mondiale di Al-Qarawiyyin trova conferma nei riconoscimenti ufficiali: UNESCO e Guinness dei Primati la certificano unanimemente come la più antica università ancora attiva. L'inclusione nel Patrimonio dell'Umanità UNESCO sottolinea ulteriormente la sua importanza globale, mentre il suo posizionamento tra le migliori università africane ne conferma l'eccellenza accademica contemporanea.
L'università mantiene la sua funzione di faro intellettuale per il Marocco e l'intero mondo islamico. La biblioteca ha recentemente beneficiato di interventi di restauro che includono pannelli solari, sistemi idraulici moderni, dispositivi di sicurezza digitali e climatizzazione per la conservazione dei manoscritti, aprendo parzialmente le sue porte al pubblico. Al-Qarawiyyin svolge un ruolo fondamentale nella diffusione di un Islam moderato e aperto al dialogo, dimostrando come un'istituzione con oltre mille anni di storia possa continuare a plasmare il panorama educativo contemporaneo.
Il nostro percorso esplorativo attraverso Al-Qarawiyyin giunge al termine, lasciandoci con una consapevolezza profonda del ruolo centrale che questa istituzione ha rivestito nella storia della conoscenza umana. Questa antica sede del sapere si rivela come un caleidoscopio di scoperte, dove ogni elemento esaminato aggiunge un tassello fondamentale al mosaico della comprensione.
La genesi di questa università nel IX secolo segna un momento cruciale nella storia dell'educazione. Mentre gran parte dell'Europa medievale limitava l'accesso alla conoscenza, Fes brillava come faro di inclusività intellettuale, accogliendo menti curiose provenienti da ogni angolo del mondo conosciuto. Questo spirito pionieristico, innescato dalla visione illuminata di Fatima Al-Fihriya, ha plasmato generazioni di pensatori che hanno ridefinito i confini del sapere umano.
L'eredità architettonica del complesso narra una storia parallela altrettanto eloquente. Ogni espansione, ogni modifica stilistica documenta l'evoluzione di una società che valorizzava profondamente l'apprendimento e la crescita culturale. I suoi 30.000 manoscritti rappresentano un tesoro bibliografico che trascende il valore meramente accademico, costituendo una finestra privilegiata su secoli di pensiero umano.
L'equilibrio contemporaneo tra tradizione millenaria e innovazione moderna dimostra la vitalità persistente di questa istituzione. La presenza maggioritaria femminile tra gli studenti odierni completa simbolicamente il cerchio tracciato dalla sua fondatrice, mentre l'apertura internazionale perpetua quello spirito cosmopolita che ha sempre caratterizzato Al-Qarawiyyin.
Questa università non rappresenta semplicemente un'attrazione storica da ammirare passivamente. Continua a essere un laboratorio vivente di idee, dove antiche tradizioni pedagogiche si fondono con metodologie contemporanee, generando un modello educativo unico nel panorama accademico mondiale.
Il riconoscimento UNESCO consacra definitivamente l'importanza globale di questo patrimonio, elevando Al-Qarawiyyin oltre i confini regionali per inserirla nel novero dei beni culturali dell'intera umanità.
Chi si avventura tra i corridoi di questa università compie un viaggio attraverso dodici secoli di storia intellettuale, scoprendo come una visione audace possa persistere e fiorire attraverso le epoche. Al-Qarawiyyin rimane la dimostrazione vivente che la conoscenza, quando coltivata con dedizione e apertura mentale, può superare qualsiasi barriera temporale o culturale, continuando a ispirare e formare le menti del futuro.