NEOM Saudi Arabia: Tutto sulla Megacittà
C'è qualcosa di quasi incredibile nell'idea di costruire una città dal nulla, nel bel mezzo del deserto arabico, con un budget stimato di 500 miliardi di dollari. Eppure NEOM esiste — o almeno, esiste nella forma più straordinaria e audace che un progetto urbanistico abbia mai assunto nella storia moderna. Adagiata lungo le coste scintillanti del Mar Rosso, questa megacity del futuro porta con sé la promessa di un mondo completamente nuovo, fatto di innovazione, sostenibilità e visione senza precedenti.
NEOM Saudi Arabia non è semplicemente una città. È un universo urbano composto da complessi architettonici che sfidano ogni logica conosciuta — tra cui The Line, una struttura in vetro lunga 170 chilometri pensata per accogliere milioni di persone sotto lo stesso tetto lineare. Un sogno monumentale, certo, ma uno che oggi si scontra con sfide enormi, capaci di ridisegnare profondamente il progetto originale.
Questa guida racconta tutto ciò che c'è da sapere su NEOM: dai progetti più visionari come The Line e Trojena, fino alle complessità ingegneristiche che tengono svegli gli esperti di notte, passando per gli sviluppi più recenti e le prospettive future di questa straordinaria avventura urbana.
Indice dei contenuti:
#1.NEOM Saudi Arabia: il megaprogetto nel deserto
#2.The Line: la città lineare che sfida la fisica
#3.Gli altri progetti di NEOM: da Trojena a Sindalah
#4.NEOM oggi: tra costi impossibili e ridimensionamenti
#5.NEOM sarà mai completata? Il futuro della megalopoli
#1.NEOM Saudi Arabia: il megaprogetto nel deserto
Che cos'è NEOM città
Era il 2017 quando il principe Mohammed bin Salman presentò a Riad NEOM, un progetto destinato a diventare una nuova frontiera dell'innovazione saudita. Il nome nasce dalla fusione tra la radice greca "neo", che significa nuovo, e la parola araba "mustaqbal", futuro.
NEOM Saudi Arabia non è una singola città, ma una grande regione composta da diversi progetti, tra cui The Line, Oxagon, Trojena e Sindalah, ognuno con una propria identità e funzione.
Posizione strategica tra Mar Rosso e deserto
NEOM si trova nella provincia di Tabuk, nel nord ovest dell'Arabia Saudita, dove il deserto incontra il Mar Rosso. La sua posizione collega idealmente Asia, Europa e Africa e si affaccia sul golfo di Aqaba, vicino ai confini con Egitto e Giordania.
La regione gode inoltre di abbondante sole e vento, risorse naturali fondamentali per lo sviluppo delle energie rinnovabili previste dal progetto.
Dimensioni e territori coinvolti
NEOM si estende per circa 26.500 chilometri quadrati e lungo 170 chilometri di costa sul Mar Rosso. Una parte importante del territorio è dedicata alla conservazione della natura.
La NEOM Nature Reserve comprende oltre 19.000 chilometri quadrati e rappresenta uno degli elementi centrali dell'ambizioso progetto ambientale della regione.
Vision 2030 e gli obiettivi del principe Mohammed bin Salman
NEOM è uno dei progetti principali di Vision 2030, il piano saudita pensato per diversificare l'economia oltre il petrolio e sviluppare nuovi settori.
Intelligenza artificiale, biotecnologie, energie rinnovabili, mobilità avanzata e manifattura sono tra gli ambiti su cui punta il progetto. L'obiettivo è creare una regione innovativa, tecnologicamente avanzata e alimentata da fonti rinnovabili.
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#2.The Line: la città lineare che sfida la fisica
Come funziona The Line
Immaginate una città che non si espande in larghezza, ma cresce verso il cielo — e anche verso il basso, nelle viscere della terra. The Line rovescia completamente il modo in cui pensiamo agli spazi urbani. Niente più quartieri che si moltiplicano all'infinito, niente più ore perse nel traffico.
Gli abitanti si muovono su tre dimensioni grazie all'urbanismo a gravità zero: verso l'alto, verso il basso o attraverso la struttura. Ogni servizio essenziale è raggiungibile a piedi in cinque minuti, mentre una ferrovia ad alta velocità attraversa l'intera città da un'estremità all'altra in soli venti minuti.
La struttura si articola su livelli sovrapposti con una logica quasi chirurgica: la superficie appartiene ai pedoni, il primo piano sotterraneo ospita le infrastrutture, il secondo gestisce i trasporti.
Parchi pubblici, scuole, abitazioni e uffici si alternano verticalmente, riducendo gli spostamenti al minimo indispensabile. Un'architettura che vuole rispecchiare, in fondo, il ritmo naturale della vita quotidiana — ma dentro una struttura che di naturale ha ben poco.
I grattacieli di vetro da 170 km
The Line si proietta per 170 chilometri dal Mar Rosso verso il cuore del deserto, con un'altezza di 500 metri e una larghezza di appena 200. Numeri che fanno girare la testa. E non finisce qui: questa striscia di vetro e acciaio dovrebbe ospitare fino a 9 milioni di persone su soli 34 chilometri quadrati— una densità che supera quella di qualsiasi metropoli esistente.
L'esterno sarà rivestito da facciate a specchio, pensate per riflettere il paesaggio del deserto circostante. Un effetto scenografico, senza dubbio. Ma questa stessa configurazione porta con sé un problema difficile da ignorare: metà della città non riceverà mai luce solare diretta. Mai.
L'edificio capovolto e lo stadio sospeso
Poi c'è il dettaglio che lascia davvero senza parole. Nascosto nel deserto, The Line custodisce un porto turistico sopra il quale pende — letteralmente capovolto — un edificio di 30 piani in vetro e acciaio, sospeso nell'aria come un enorme lampadario di cristallo.
E come se non bastasse, a 350 metri di altezza si trova uno stadio da 46.000 posti, alimentato interamente da energie rinnovabili. Una visione che oscilla tra il genio puro e il delirio architettonico.
Perché gli ingegneri dicono che è impossibile
Gli ingegneri, però, non si sono fatti trascinare dallo stesso entusiasmo. Le loro preoccupazioni sull'edificio capovolto sono tutt'altro che teoriche: la struttura potrebbe oscillare come un pendolo sotto l'effetto della rotazione terrestre, acquistare velocità e precipitare sul porto sottostante. Un rischio concreto, non un dettaglio trascurabile.
E i costi strutturali non sono da meno — ogni modulo da 800 metri richiede 3,5 milioni di tonnellate di acciaio, assorbendo da solo il 60% dell'intera produzione globale annuale.
Le sfide della fisica e della gravità
Le difficoltà non si fermano alla stabilità degli edifici. Una città verticale come The Line pone interrogativi pratici che nessun manuale di ingegneria ha mai dovuto affrontare prima. Gli impianti fognari, per esempio, richiederebbero centinaia di navette su ponti retrattili per raccogliere i liquami lungo tutta la struttura.
Acqua, consegne postali, sicurezza antincendio: ogni aspetto della vita quotidiana impone soluzioni completamente nuove, pensate da zero per un tipo di città che non è mai esistita. Il confine tra visione e utopia, qui, diventa sottilissimo.
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The Line cattura tutta l'attenzione, ma NEOM Saudi Arabia è molto di più. Dentro questa regione in costruzione prendono forma mondi completamente diversi tra loro — un porto industriale galleggiante, una stazione sciistica tra le montagne del deserto, un'isola artificiale affacciata sul Mar Rosso e persino una città scavata nella roccia viva. Ogni progetto risponde a una vocazione precisa, e insieme compongono il mosaico ambizioso della Vision 2030.
Oxagon: il complesso industriale galleggiante
Oxagon è la città industriale di NEOM, e già la sua forma racconta qualcosa di unico: una struttura ottagonale, in parte poggiata sulla terraferma e in parte galleggiante sul Mar Rosso, con un'area di sviluppo complessiva di 48 chilometri quadrati. Porto, logistica, produzione — tutto convive in un sistema pensato per collegare NEOM ai grandi hub commerciali di Asia, Europa e Africa.
Il porto è operativo dal 2022, con una capacità attuale di 250.000 TEU destinata a salire fino a 1,5 milioni di TEU entro il 2030. Nel frattempo, l'area residenziale chiamata Oxagon Hive ospita già 2.400 persone tra residenti e lavoratori — un piccolo nucleo di vita quotidiana in quello che è, a tutti gli effetti, un esperimento industriale senza precedenti.
Trojena: la stazione sciistica nel deserto arabico
Poi c'è Trojena, e qui il contrasto con il deserto circostante diventa quasi poetico. Tra le rocce della catena montuosa di Jabal Al Lawz, a quote che arrivano fino a 2.600 metri sul livello del mare, sorge una destinazione montana che promette neve, piste da sci e aria fresca — nel bel mezzo della penisola arabica.
Il comprensorio si estende su 1.400 chilometri quadrati e ospiterà i Giochi asiatici invernali del 2029, con 36 chilometri di piste distribuite tra i 1.500 e i 2.600 metri di altitudine. D'estate, il clima più temperato rispetto alle pianure trasforma Trojena in un rifugio per il mountain bike e gli sport acquatici.
Al centro del progetto c'è anche un lago artificiale alimentato da tre dighe — sebbene l'azienda italiana Webuild abbia scelto di rescindere il contratto nel marzo 2026, lasciando aperti interrogativi sul futuro di questa parte del piano.
Sindalah: il resort su isola artificiale
Sindalah è stata la prima componente di NEOM a varcare concretamente la soglia del pubblico, aprendo le sue porte nell'ottobre 2024. Un'isola artificiale di 840.000 metri quadrati, posizionata a soli cinque chilometri dalla costa, dove il lusso parla la lingua degli yacht, dei ristoranti raffinati e dell'architettura curata nei minimi dettagli dallo studio fiorentino Luca Dini.
Il marina accoglie 85 imbarcazioni, comprese quelle fino a 50 metri, mentre 38 ristoranti completano un'offerta pensata per chi cerca il meglio. Tra tutti i capitoli di NEOM, Sindalah è l'unico che si può già toccare con mano.
Aquellum e le altre città sotterranee
Aquellum, invece, prende una direzione completamente diversa — verso il basso. Una città scavata nella montagna, ricavata dalla roccia, dove i lavori includono la stabilizzazione degli scavi, la realizzazione di tunnel idrici e la gestione delle acque piovane. Un progetto che, più di ogni altro, sembra uscito dalla fantascienza — e che, come tutto il resto di NEOM, aspetta ancora di diventare realtà.
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#4.NEOM oggi: tra costi impossibili e ridimensionamenti
Il budget da 500 miliardi di dollari
I numeri, a volte, raccontano storie meglio di qualsiasi parola. E i numeri di NEOM, oggi, raccontano una storia diversa da quella annunciata nel 2017. Secondo alcune fonti interne, il costo complessivo dell'intero sviluppo potrebbe avvicinarsi agli 8.800 miliardi di dollari. Altre indiscrezioni parlano addirittura di 9.000 miliardi. La sola prima fase richiederebbe 1.200 miliardi di riyal, pari a circa 320 miliardi di dollari.
E il traguardo finale? Spostato al 2080, ben oltre ogni orizzonte originariamente immaginato.
Le difficoltà di approvvigionamento dei materiali
Costruire nel deserto, lontano da tutto, ha un prezzo che va oltre il denaro. I materiali da costruzione hanno registrato aumenti di prezzo superiori al 70%, mentre le tensioni geopolitiche hanno modificato il mercato globale e le strategie di fornitura.
Sul cantiere restano inoltre importanti sfide legate alla manodopera, ai rifornimenti e alle infrastrutture energetiche, elementi che possono rallentare lo sviluppo del progetto.
Perché gli investitori hanno ritirato i fondi
Gli investitori esteri tanto attesi non sono arrivati nei numeri previsti. Il peso dell'intera operazione è rimasto quindi principalmente sulle risorse del Public Investment Fund, senza i capitali internazionali che avrebbero dovuto sostenere una parte importante del progetto.
I lavori attuali e cosa è stato costruito
La realtà sul campo mostra un progetto ancora in fase di sviluppo. Un rapporto del 2022 indicava che fino a quel momento erano stati completati appena due edifici. The Line è stata sospesa nel settembre 2025, dopo aver richiesto ingenti investimenti.
Alcuni appaltatori hanno inoltre iniziato a ridurre la propria forza lavoro, mentre gran parte del territorio di NEOM continua a essere interessato da lavori e preparativi.
Da 9 milioni a 300 mila abitanti: il nuovo piano
Quello che era nato come un progetto destinato ad accogliere 9 milioni di persone è stato ridimensionato a meno di 300.000 abitanti entro il 2030, rispetto agli 1,5 milioni previsti nei piani iniziali.
Dei 170 chilometri complessivi di The Line, il piano attuale prevede una prima fase molto più contenuta. Un progetto ridimensionato, ma ancora destinato a rappresentare una delle iniziative più ambiziose dell'Arabia Saudita.
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#5.NEOM sarà mai completata? Il futuro della megalopoli
La domanda, a questo punto, quasi si risponde da sola. NEOM è partita come un sogno così grande da sembrare quasi irragionevole — e forse è proprio questo il suo fascino più autentico. Non ogni visione nasce per essere realizzata esattamente come era stata immaginata. Alcune esistono per spostare i confini di ciò che gli esseri umani osano concepire.
Certo, i numeri raccontano una storia più sobria di quella annunciata nel 2017. Le ambizioni si sono ridimensionate, i cantieri rallentati, i piani rivisti. Eppure, anche nella sua forma più contenuta, NEOM resta qualcosa di raro: un tentativo genuino di reinventare il modo in cui le persone abitano il mondo.
Che riesca o meno a realizzare ogni singola promessa, il deserto arabico non sarà mai più lo stesso. E questa, in fondo, è già una storia straordinaria da raccontare.
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