I Giardini Menara di Marrakech sono un tesoro storico che risale al XII secolo (1157), rendendoli i giardini più antichi dell'Occidente Musulmano e uno dei luoghi più affascinanti della città rossa. Situati a soli 3 km dalla piazza Jemaa el-Fna, questi magnifici spazi verdi furono creati durante il regno del califfo almohade Abd al-Mu'min e si estendono su un'impressionante superficie di 100 ettari.
Dichiarati patrimonio mondiale UNESCO nel 1985 insieme alla medina e ai giardini Agdal, i Jardins de la Ménara rappresentano un perfetto equilibrio tra bellezza naturale e ingegneria idraulica medievale. Il cuore di questo straordinario complesso è un grande bacino d'acqua rettangolare di 195x160 metri, alimentato da un ingegnoso sistema khettara (canali sotterranei) che trasporta acqua dalle montagne dell'Atlante per oltre 30 km.
Cosa rende unici i Giardini Menara:
Oggi, passeggiando tra i sentieri ombreggiati, potete ammirare quaranta varietà di ulivi secolari piantati a griglia perfetta, palme da dattero e numerosi alberi da frutto, mentre le montagne dell'Atlante innevate fanno da sfondo spettacolare.
In Questo Articolo Parliamo di:
#1. Storia dei Giardini Menara: Dalla Dinastia Almohade a Oggi
#2. Il Cuore dei Giardini: Bacino, Sistema Idraulico e Padiglione
#3. Un Giardino tra Natura e Geometria: Oliveti e Frutteti
#4. Visitare i Giardini Menara: Informazioni Pratiche 2025
#5. Leggende e Curiosità dei Giardini Menara
La storia dei Giardini della Menara inizia precisamente nel 1157, quando la dinastia almohade dominava il Marocco e gran parte del Maghreb. Questi splendidi giardini rappresentano uno dei più antichi esempi di giardini islamici nell'Occidente musulmano e testimoniano la straordinaria visione urbanistica della civiltà almohade.
Il contesto storico:
Il progetto del califfo: Fu il califfo Abd al-Mu'min (regno 1130-1163) a ordinare la costruzione come parte di un ambizioso progetto di sviluppo urbano. Secondo le cronache storiche, al ritorno da Salé nel 1157, il califfo fece piantare una grande area verde recintata con un ampio bacino per conservare enormi quantità d'acqua.
L'ingegnere andaluso: La progettazione fu affidata all'ingegnere Hajj al-Ya'ish, originario di Malaga (Al-Andalus), che era anche responsabile della maqsura automatizzata e del minbar della Moschea Koutoubia. Questo collegamento con la Koutoubia non è casuale: i giardini sono perfettamente allineati con Bab al-Makhzen (la porta occidentale) e il minareto della moschea.
Nome originale - Buhayra: Inizialmente, i giardini erano conosciuti come "Buḥayra" (بُحَيْرَة), termine arabo che significa "piccolo mare", riferendosi agli ampi bacini d'acqua artificiali che caratterizzavano il complesso.
La nascita del nome Menara (1579): Il nome "Menara" (منارَة) appare per la prima volta nelle fonti storiche nel 1579, durante il periodo della dinastia saadiana. L'origine esatta rimane dibattuta tra gli storici:
Teoria 1 - Il Padiglione: La parola "menara" può significare "faro", "lanterna" o strutture elevate. Molti ritengono che derivi dal padiglione con il suo caratteristico tetto piramidale verde (menzeh).
Teoria 2 - Vista sulla Koutoubia: Lo storico Gaston Deverdun suggerisce che il nome potrebbe risalire al periodo almohade e fare riferimento alla Moschea Koutoubia, il cui minareto è perfettamente visibile dal padiglione creando un suggestivo asse visivo.
Durante il periodo saadiano (XVI-XVII secolo), i giardini continuarono a servire come area agricola produttiva e luogo di svago per i sultani. Il sultano Ahmad al-Mansur (1578-1603), che costruì il magnifico Palazzo El Badi, probabilmente utilizzò i giardini per cerimonie e ricevimenti.
Con la dinastia alawita (dal XVII secolo a oggi), i giardini conobbero nuovi interventi. Nel 1866, il sultano Sidi Mohammed (Mohammed IV) fece costruire l'attuale padiglione in pisé, sostituendo probabilmente una struttura più antica.
Il bacino rettangolare rappresenta il cuore pulsante dei Giardini Menara, un capolavoro di ingegneria medievale ancora perfettamente funzionante dopo oltre 850 anni.
Dimensioni impressionanti:
Funzione pratica: Questo ingegnoso serbatoio permette l'irrigazione per gravità degli oliveti circostanti. Nonostante sia poco profondo, immagazzina enormi quantità d'acqua necessarie per irrigare i giardini durante tutto l'anno, anche nei periodi invernali quando fiumi e altre fonti sono tipicamente secche.
L'acqua raggiunge il bacino grazie a un antico sistema idraulico chiamato khettara (o qanat), attivo da oltre 700 anni e considerato un capolavoro di ingegneria sostenibile.
Cos'è la khettara:
Come funziona: Il sistema è composto da tre sezioni principali:
Sostenibilità eccezionale: Considerando che gli ulivi hanno un'impronta idrica molto alta (2704,8 m³/tonnellata), questa gestione dell'acqua è fondamentale per la sopravvivenza dei giardini nel clima semi-arido di Marrakech.
Sul lato meridionale del bacino sorge l'elegante padiglione (menzeh) costruito nel 1866 dal sultano Sidi Mohammed, che sostituì probabilmente una struttura almohade precedente.
Caratteristiche architettoniche:
Decorazioni interne: L'interno presenta:
La terrazza panoramica: Il padiglione offre una vista spettacolare su:
I Giardini Menara rappresentano un perfetto equilibrio tra bellezza naturale e ingegneria agronomica, dove ogni elemento segue un disegno preciso.
Pianificazione geometrica:
Funzione produttiva: L'aspetto agricolo è sempre stato primario, con quello ricreativo solo secondario:
Gli oliveti costituiscono l'ossatura vivente dei Giardini Menara, una cattedrale naturale di ombra e luce.
Caratteristiche degli ulivi:
Biodiversità vegetale: Oltre agli ulivi, i giardini ospitano:
Orari standard:
Biglietti:
Posizione: Avenue de la Ménara, circa 3 km a ovest di Jemaa el-Fna
A piedi dalla medina:
In taxi:
In autobus:
In calesse:
Stagioni ideali:
Orari migliori della giornata:
Essenziale:
Consigliato:
Secondo la tradizione popolare, il potente sultano Moulay Ismail (1672-1727), noto per la sua crudeltà e opulenza, utilizzava il padiglione per incontri romantici segreti.
La leggenda oscura: Si narra che dopo aver sedotto le sue amanti nel padiglione, le conducesse in passeggiate lungo il bacino per poi gettarle nelle acque profonde, eliminando così ogni testimone dei suoi incontri clandestini.
Realtà storica: Gli storici moderni considerano queste storie come abbellimenti folcloristici che hanno arricchito l'aura misteriosa del luogo. Nessuna fonte storica affidabile conferma questi eventi, ma la leggenda continua a vivere nell'immaginario popolare.
Un'altra leggenda intrigante sostiene che il sovrano Abu Bakr Ibn Omar, fondatore almoravide di Marrakech (1070), abbia sepolto proprio dove oggi sorge il bacino tutto il bottino raccolto durante le sue conquiste islamiche in Africa occidentale.
Questa storia alimenta il fascino storico dei giardini, rendendoli ancora più enigmatici per i visitatori che immaginano tesori nascosti sotto le acque tranquille.
A 3 km (centro medina):
A 2-4 km:
Itinerario consigliato giornata: Giardini Menara (2h, mattina presto) → Colazione → Koutoubia (esterno, 30 min) → Jemaa el-Fna (1h) → Pranzo → Palazzo Bahia (1,5h) → Tombe Saadiane (1h)
I Giardini Menara rappresentano uno dei tesori meno conosciuti ma più affascinanti di Marrakech. Questi magnifici spazi verdi, patrimonio UNESCO dal 1985, offrono un perfetto equilibrio tra storia, natura e ingegneria che dura da oltre 850 anni.
L'antico sistema khettara, ancora funzionante dopo sette secoli, dimostra l'incredibile ingegno della civiltà almohade. Gli oliveti geometrici, il bacino monumentale e il padiglione con tetto verde creano un'atmosfera di pace e bellezza senza tempo, lontano dal caos della medina.
Con ingresso gratuito, orari flessibili (8:00-19:00) e la possibilità di fare pic-nic sotto gli ulivi secolari, i Giardini Menara sono perfetti per famiglie, fotografi e chiunque cerchi un momento di tranquillità con vista sull'Atlante innevato e sul minareto della Koutoubia.
Non perdete questo gioiello nascosto: i Giardini Menara vi aspettano per un viaggio nel tempo tra storia, natura e tradizione marocchina.