Prima che esistessero treni, automobili o aerei, un uomo riuscì a compiere un viaggio destinato a entrare nella storia. Ibn Battuta, il celebre viaggiatore marocchino nato a Tangeri, percorse circa 120.000 chilometri nel XIV secolo, spostandosi a piedi, a dorso di cammello e via mare. Un'impresa straordinaria che, per estensione, non ebbe rivali fino all'epoca della rivoluzione industriale.
Tutto ebbe inizio nel 1325, quando il giovane giurista lasciò la sua città natale con un unico obiettivo: raggiungere la Mecca per compiere il pellegrinaggio, uno dei cinque pilastri dell'Islam. Quella che doveva essere una semplice esperienza religiosa si trasformò però in un'avventura durata quasi trent'anni, spinta dalla curiosità, dalla voglia di conoscere nuovi popoli e dall'incontro con culture completamente diverse.
Nel corso delle sue esplorazioni, Ibn Battuta attraversò tre continenti, visitando territori che oggi appartengono a oltre 20 Paesi moderni. Dal Marocco alla Cina, passando per il Medio Oriente, l'India, il Sud-est asiatico, l'Africa orientale, l'Impero del Mali e perfino le steppe della Russia, osservò da vicino società, tradizioni, commerci e sistemi politici, lasciando una delle testimonianze più complete sul mondo medievale.
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Da Scoprire in questo articolo:
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Chi era Ibn Battuta, il grande viaggiatore berbero di Tangeri?
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Come iniziò il primo grande viaggio di Ibn Battuta dal Marocco alla Mecca (1325-1332)?
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Quali furono i viaggi di Ibn Battuta attraverso tre continenti?
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Che cos'è Al-Riḥla e perché racconta 120.000 chilometri di viaggi di Ibn Battuta?
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Conclusione