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La Sinagoga di Ben Ezra

Localizzata all’interno dei tortuosi vicoli del Cairo Coopto, la sinagoga di Ben Ezra è il luogo originariamente destinato al culto ebraico più antico della città, risalente al IX secolo d. C.

Così come la maggior parte delle sinagoghe in Egitto, il sito rimane ormai solo un’attrattiva turistica in seguito all’abbandono della quasi totale comunità ebraica durante gli anni ’50, successiva alla fondazione di Israele e alla Rivoluzione degli Ufficiali Liberi. Tuttavia questo luogo mantiene una grande importanza nella storia contemporanea dell’ebraismo. La scoperta del XIX secolo di un voluminoso archivio di documenti, tesoro della sinagoga, che registrava la storia delle transazioni della comunità ebraica del Cairo sin dall’XI secolo, fornì uno dei  resoconti più esaustivi sulla storia locale di questa comunità. Questi documenti sono ora custoditi dall’università di Cambridge.
 
Secondo due diversi miti, la sinagoga fu edificata sul sito dove la figlia del faraone trovò Mosè nascosto tra i giunchi sulle rive del Nilo, oppure sul sito dell’antico tempio di Geremia.
La struttura appartenne fino al IX secolo ai copti come chiesa dedicata all’arcangelo Michele. Stando a quanto riferisce la Storia dei Patriarchi (testo storico ufficiale della Chiesa copta), nell’anno 882 il patriarca Michele III - oberato da una tassazione arbitrariamente imposta dall’esoso califfo Ibn Tulun (870-884) che lo aveva anche fatto incarcerare per indurlo a versargli quanto chiedeva - fu costretto ad alienare questo immobile alla comunità ebraica, così come altri luoghi di culto, per procurarsi le necessarie risorse finanziarie.
 
 
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