La Dea Hathor

Questa divinità, nella mitologia dell'Antico Egitto era associata alla gioia, alla bellezza, alla musica, alle arti e all'amore

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La Dea Hathor

Hathor nella mitologia egizia antica

 

Hathor, nella mitologia dell'Antico Egitto, era la dea della gioia, della bellezza, della musica, della danza, della poesia e dell'amore. Lo strumento sacro diad Hathor era il sistro.

Il culto di Hathor sembrerebbe essere preistorico e le radici della devozione nei suoi confronti sono quindi difficili da rintracciare, si può considerare comunque uno sviluppo di culti esistenti ben prima dell’Antica Dinastia che veneravano la fertilità e la natura in generale, rappresentata dalle mucche.

Il nome di questa divinità significa "Il tempio di Horus" oppure “La casa di Horus”, colei che in qualità di matrice celeste contiene Horus, ovvero il protettore del faraone. Nella maggior parte delle scene mitologiche la dea viene raffigurata come una vacca immensa che rappresenta il cielo e che offre generosamente il suo latte alle stelle per farle vivere e risplendere.
Anche se era spesso raffigurata come una mucca, a simboleggiare il suo aspetto materno e celeste, la sua forma più comune era quella di una donna che indossava un copricapo di corna di vacca e un disco solare. In alcuni casi era anche rappresentata come una leonessa, un cobra o un sicomoro.

 

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La Dea Hathor

HATHOR - Divinità egizia

 

La dea era venerata in tutto il paese, ma veniva considerata la divinità per eccellenza in particolare nell'alto Egitto, per l’esattezza a Dendera, nel tempio tolemaico a lei consacrato. Dato che il culto di Hathor si è sviluppato da preistorici, non è possibile dire in modo esatto dove abbia avuto luogo la devozione per la prima volta. Dendera fu un importante sito iniziale dove fu venerata come "Padrona di Dendera". Sin dal Vecchio Regno aveva siti di culto a Meir e Kusae e nell'area di Giza-Saqqara. All'inizio del primo periodo intermedio, Dendera sembra essere diventata il principale sito di culto in cui era considerata la madre e la consorte di "Horus di Edfu". Deir el-Bahri, sulla riva occidentale di Tebe, era anche un sito importante per il culto di Hathor che si sviluppò da un culto di mucche preesistente.


Come divinità del cielo, era la madre o la consorte del dio del cielo Horus e del dio del sole Ra, entrambi legati alla regalità, e quindi era la madre simbolica dei loro rappresentanti terreni, i faraoni.


Era anche una delle numerose dee che agivano come l'occhio di Ra, ovvero la controparte femminile di Ra, e in questa forma aveva un aspetto cattivo e vendicativo che lo proteggeva dai suoi nemici.

La Dea Hathor

 

Hathour e` la dea della musica, danza, bellezza

 

Nella sua forma benevola, come già citato, rappresentava le arti: la musica, la danza, e la gioia che ne deriva. Era anche la dea dell'amore, della sessualità e dell'assistenza materna.

Non solo a livello ideale, ma rappresentava in questa veste, la consorte di diverse divinità maschili nonché la madre dei loro figli.


La leggenda vuole che Hathor attraversò i confini tra i mondi, aiutando le anime defunte nella transizione verso l'aldilà.


A partire dai due aspetti e le numerose sfaccettature, abbastanza contraddittorie, che caratterizzano questa divinità si è costruita la concezione egiziana della femminilità, i canoni della donna perfetta. 


Dee simili a Hathor furono rappresentate nell'arte egizia già nel quarto millennio a.C., ma il culto vero e proprio potrebbe non essere stato formalizzato se non prima dell'Antico Regno (2686–2181 a.C. 

 

La Dea Hathor

Hathor e` il simbolo della donazione dell`antico Egitto

 

Con il volere dei sovrani del Vecchio Regno Hathor divenne una delle divinità più importanti dell'Egitto. In questo periodo più templi furono dedicati a lei che a qualsiasi altra dea, veniva addirittura venerata anche nei templi delle divinità maschili. Gli egiziani associavano la sua figura a terre straniere come la Nubia e Canaan e ai beni preziosi di questi territori: come l’incenso e le pietre semipreziose, e infatti anche alcuni popoli di quelle terre adottarono il suo culto. In Egitto, era una delle divinità comunemente invocate in preghiere private e offerte votive, in particolare da donne che desideravano avere bambini, in quanto divinità legata alla fertilità.
 
Durante il Nuovo Regno (1550-1070 a.C. circa), dee come Mut e Iside presero il posto di Hathor nell'ideologia reale, ma essa rimase una delle divinità più venerate. Dopo la fine del Nuovo Regno, Hathor fu sempre di più messa in ombra dal culto di Iside, ma continuò a essere venerata fino all'estinzione dell'antica religione egizia, che si verificò nei primi secoli dopo Cristo.

 

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